Fanwave.it
Fanwave.it

L’universo accelera e gli alieni sono sempre più lontani

galassia

Chi ha più di 30 anni si ricorderà di qualche lezione di fisica o di geografia astronomica, ai tempi del liceo o dell’università, in cui si parlava delle ricerche in corso verificare se nell’universo ci fosse abbastanza materia per arrestarne, tra qualche miliardo di anni l’espansione.

Universo in espansione per sempre?

Un universo in espansione continua finirebbe col “morire” freddo e desolato, con stelle e galassie sempre più lontane tra loro fino che, alla fine dei tempi, l’ultima stella avrà consumato il suo combustibile e sarà quasi indistinguibile lo spazio vuoto e quello che contiene ancora residue tracce di materia.

galassia
L'esempio per illustrare l'espansione dell'Universo e l'allontanamento dei pianeti.

Un universo in contrazione morirebbe bruciato e compresso nuovamente in un solo punto, forse pronto per ridare vita a un nuovo “Big Bang” in grado di originare un altro universo (e poi forse ancora un altro e un altro e un altro ancora, all’infinito). Ebbene, potete smettere di non dormirci la notte.

Nel 2011 il premio Nobel per la fisica venne assegnato ai fisici americani Saul Perlmutter, Brian Schmidt e Adam Riess per le ricerche che portarono alla scoperta dell’energia oscura. Proprio questo nuovo elemento, fino ad allora sconosciuto ma che rappresenterebbe ben il 70% di tutto quanto esiste nel nostro universo.

Notate che tutta la “materia comune” ossia atomi e neutrini di cui sono fatti stelle, galassie, pianeti, idrogeno, elio ed elementi pesanti, rappresenta appena il 5% del nostro universo, la “materia oscura” circa un altro 25%.

Poiché questa energia è una forma di energia repulsiva, che si oppone alla forza di gravità e che per di più sembra crescere all’aumentare dello spazio, l’espansione del nostro universo non solo proseguirà all’infinito, ma accelererà costantemente.

Il ruolo dell'energia oscura

Questo fino al momento in cui la stessa luce non sarà in grado di attraversare l’universo perché l'espansione avverrà ad una velocità pari o superiore. Alla fine neppure un atomo resterebbe coeso e tutto assomiglierebbe a un omogeneo brodo intergalattico.

Riuscire a misurare correttamente la quantità e la forza della materia oscura (che causa gran parte della forza di gravità dell’universo) e dell’energia oscura (responsabile appunto della crescente “repulsione” tra i singoli elementi dell’universo) è la sfida in cui sono attualmente impegnati i fisici.

Dalla risposta che emergerà dai loro studi dipenderà anche la risposta a un altro quesito che appassiona l’uomo: sarà mai possibile viaggiare tra le stelle e arrivare a contattare altre civiltà, che con ogni probabilità esistono, ma si trovano sparse a distanze spaventosamente grandi e attualmente invalicabili?

Se da circa 6 miliardi di anni l’energia oscura sta facendo accelerare l’espansione del cosmo, come sembra, e se la materia oscura non è sufficiente a contrastarla, potremmo aver già perso la corsa ancora prima di poterci iscrivere e come noi potrebbero averla persa tutte o quasi le altre culture aliene che si fossero sviluppate da qualche parte là fuori.

Una spiegazione al paradosso di Fermi

Il che potrebbe indirettamente spiegare anche perché il paradosso di Enrico Fermi, posta oltre sessanta anni fa (“Se esistono davvero altre forme di vita intelligenti, allora perché non sono già qui?”) resti apparentemente in piedi. Questo salvo ipotizzare, come hanno fatto nel corso dei decenni anche ex ministri, ex astronauti o piloti militari, che i contatti in realtà vi siano già stati, ma siano stati tenuti volutamente celati all’opinione pubblica dai governi mondiali.

Albert Einstein, senza saperlo, potrebbe avere già dato una risposta il secolo scorso quando introdusse una costante (lambda) oggi definita “costante cosmologica” che serviva a controbilanciare la forza di gravità. Un astrofisico italiano (Massimo Villata, dell’Osservatorio di Torino), ha però sviluppato una differente teoria, che elimina la necessità di ipotizzare una “energia oscura” e forse anche una “materia oscura”.

Antimateria

Il Cern di Ginevra, ormai diventato imbattibile nella caccia alle particelle fantasma è riuscito a catturare e mantenere «vivo» un fascio di atomi di anti-materia.

A causare la forza repulsiva che si sta opponendo a quella di gravità, facendo accelerare l’espansione dell’universo, potrebbe essere l’interazione tra materia e antimateria (quest’ultima scoperta già negli anni Trenta del secolo scorso e prodotta sperimentalmente, anche se solo per quantità infinitesime di anti-particelle), a grandissima distanza (nel caso di un contatto tra particelle ed antiparticelle si avrebbe infatti l’annichilazione di entrambe).

Rispetto all’ipotesi, oggi maggiormente accreditata, dell’energia (e della materia) “oscura”, l’ipotesi dell’antimateria (e dell’antigravità) consentirebbe, forse, di ipotizzare lo sviluppo futuro di una tecnologia che sia in grado di sfruttare questa reazione per far viaggiare sonde o navi spaziali nel cosmo.

Potrebbe essere questa la tecnologia sfruttata dagli Ufo che tanti testimoni nel corso dei decenni passati hanno dichiarato di aver visto nei cieli della Terra e che alcune sonde e missioni spaziali sembrerebbero aver involontariamente fotografato? Un giorno, forse, lo sapremo; per ora dobbiamo attendere ancora molte risposte a tante domande.

Tags: Ufo, Alieni, Astronomia, spazio