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Esiste vita extraterrestre su Kepler452b?

Kepler452b

Gli anglosassoni usano un termine, “frenzy” per indicare quando un argomento inizia a diventare frenetico. Ebbene, la ricerca di forme di vita extraterrestre da qualche tempo è decisamente “frenzy” e non senza una ragione, ma andiamo con ordine.

Anzitutto pochi giorni fa il finanziere russo Yuri Milner (con 3,2 miliardi di dollari di patrimonio netto personale è attualmente l’unico magnate russo nella classifica di Forbes dei 100 più ricchi uomini del globo), che attraverso la holding finanziaria Dst Global è stato tra i soci finanziatori di Facebook, Zynga, Twitter, ma anche Flipkart, Spotify, ZocDoc, Groupon, JD.com, Planet Labs, Xiaomi, OlaCabs, Alibaba e altre società ancora, ha annunciato Breakthrough Initiative, un progetto che investirà non meno di 100 milioni di dollari nella ricerca della vita extraterrestre.

Milner non è nuovo a sostenere la ricerca, visto che ha costituito fin dal 2012 il Premio Breakthrough, col quale vengono assegnati ogni anno sei premi in tre campi d’indagine (Scienze della vita, Fisica fondamentale e Matematica), del valore di 3 milioni di dollari per ogni premiato, avendo distribuito sinora oltre 168 milioni di dollari di premi.

Secondo particolare interessante: ad affiancare Milner sarà Stephen Hawking, forse il più celebre fisico, matematico, cosmologo e astrofisico vivente, celebre in particolare per i suoi studi sui buchi neri e sull’origine dell’universo. Un universo infinito che per Hawking, che per 10 anni potrà ascoltare i segnali trasmessi da un milione di stelle (selezionate tra le più vicine al nostro Sole), deve contenere altre manifestazioni di vita.

Kepler452b
La sonda Kepler.

Presentando il progetto a Londra, qualche giorno fa, il celebre studioso ha sottolineato: “Da qualche parte nel cosmo, forse, la vita intelligente sta lì a guardare le nostre luci, consapevoli del loro significato” o forse no, ma “è il momento di impegnarsi per trovare la risposta, per cercare la vita oltre la Terra. Siamo vivi, siamo intelligenti, dobbiamo sapere”.

Nel frattempo, ultimo riscontro di quanto “frenzy” stia diventando la ricerca di forme di vita e possibilmente di civiltà evolute extraterrestri, la Nasa ha ufficialmente (“finalmente” potrebbero dire alcuni ufologi convinti che l’ente nasconda da decenni ben altre conoscenze comprovanti l’esistenza di civiltà aliene) annunciato che grazie ai risultati delle osservazioni della sonda Kepler la lista dei pianeti extrasolari è cresciuta e non di poco: ai 4.175 pianeti già noti ne sono stati aggiunti altri 500.
Tra questi uno, Kepler 452b, sembrerebbe il “gemello” della Terra dato che orbita attorno alla propria stella (il 4% più massiccia e il 10% più brillante della nostra) all’incirca alla stessa distanza Terra-Sole, impiegando 385 giorni per una rivoluzione completa, apparendo avere un diametro superiore del 60% a quello terrestre ed essendo quasi certamente roccioso. Distanza, massa e densità sembrano i giusti ingredienti perché il pianeta possa ospitare la vita.

O averla ospitata, visto che la stella di Kepler452b è più vecchia del nostro Sole di 1,5 miliardi di anni e nel frattempo potrebbe aver fatto evaporare interamente l’acqua che fosse stata presente sulla sua superficie o semplicemente l’eventuale civiltà ospitata dal pianeta potrebbe da tempo essersi estinta. In fondo l’uomo è sulla terra da poco più di un milione di anni e sulla terra ogni 100-150 milioni di anni si è sempre verificato un evento catastrofico che ha portato a estinzioni di massa da cui si sono salvate pochissime specie tuttora viventi.

In ogni caso per ora la ricerca della vita extraterrestre, se anche dovesse dare una risposta affermativa senza alcun dubbio, non comporterà alcuna sostanziale modifica della vita sulla Terra. Kepler 452b, per esempi, dista 1.400 anni luce da noi. Attualmente la massima velocità raggiunta da una sonda terrestre è di quasi centomila chilometri l’ora, ossia 10.000 volte inferiore a quella della luce. Per raggiungere Kepler452b e darci un’occhiata attualmente occorrerebbero 14 milioni di anni (e forse la navicella spaziale non resisterebbe così a lungo).

Kepler452b

Non ci resta che sperare che Milner e Hawking siano premiati per la loro perseveranza e che tra i segnali di vita extraterrestre almeno uno possa essere del tipo: “Sì, siamo qui e sappiamo che voi siete lì. Dateci il tempo di cambiarci e passiamo per una visita di cortesia”. Purché, si intende, sia effettivamente di cortesia...

Tags: Scienze, Vita extraterrestre, Nasa, Astronomia