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Estratto Dna utilizzabile di un dinosauro T-Rex

T-Rex
Estratto Dna di un dinosauro T-Rex - (Credit image: alien-ufo-sightings.com)

Jurassick World è solo una fantasia di Hollywood o esiste una sia pur remota possibilità di rivedere un T-Rex vivente sul pianeta Terra? Fino a qualche anno fa la risposta sarebbe sembrata scontata, ma dopo la scoperta di alcuni tessuti morbidi all’interno di ossa fossili di T-Rex fatta da una equipe coordinata dalla paleontologa molecolare Mary Schweitzer (Northern State University), le cose potrebbero essere cambiate.

Proteine di T-Rex sono giunte sino a noi

Finora infatti si pensava che le proteine (e tanto più il Dna) non potessero durare, anche se conservate nelle condizioni migliori, più di un milione di anni. Riuscire a ricostruire la sequenza del Dna di un dinosauro era dunque fuori questione. Ma la Schweitzer ha rintracciato, per la verità ben 10 anni or sono, nel 2005, tracce di tessuti morbidi preservati all’interno delle ossa di un T-Rex dissotterrato nel Montana.

Sono seguiti 10 anni di dibattiti, perché inizialmente nessuno credeva che quelle proteine potessero appartenere al dinosauro, immaginando piuttosto che dovessero essere la testimonianza di una invasione batterica avvenuta in epoca più recente. Invece no: il collagene (perché di questo si trattava) era proprio del T-Rex in questione e presentava similitudini col collagene degli uccelli, cosa che non sorprende dato che gli uccelli si sono evoluti centinaia di milioni di anni fa proprio da famiglie di grandi rettili simili a quella dei T-Rex.

Dna T-Rex

altri fossili conservano tracce di collagene

Di più: l’equipe della Schwitzer in questi anni ha analizzato anche altri reperti fossili, trovando tracce di collagene e tessuti morbidi in circa metà dei reperti appartenenti all’epoca Giurassica (da 199,6 a 145,5 milioni di anni fa). Il che, inevitabilmente, ha portato a una ulteriore riflessione: quanti reperti abbiamo sprecato, compromettendoli magari per “ripulirli” di quelle che sembravano intrusioni di corpi estranei?

Di fatto sono circa 300 anni che i paleontologi studiano i giacimenti fossili su tutta la terra, ma finora hanno puntato al più a ricostruire scheletri. Nessuna ha mai provato a rintracciare qualcosa che si dava per estinto da più di 100 milioni di anni, come una sequenza proteica di dinosauro. Ma come hanno fatto a preservarsi queste proteine? La causa sembra da individuarsi nell’elevata concentrazione di ferro nel corpo di questi grandi rettili.

Dopo la morte di un dinosauro, le particelle di (che originariamente aveva la funzione di consentire alle proteine di trasportare ossigeno dalle ossa ai tessuti) si sono liberate delle altre molecole che le circondavano ed hanno formato come delle nano particelle di ferro, liberando radicali liberi e agendo in pratica da formaldeide, contribuendo così alla conservazione di parte dei tessuti morbidi sia nel T-Rex del Montana sia nei fossili di un Brachylophosaurus canadensis.

Dna T-Rex

Analizzate sequenze originali di proteine del T-Rex

Dopo 10 anni di studio la Schwitzer è riuscita anche a separare le proteine dal loro rivestimento di ferro, riuscendo così ad analizzare originali sequenze di proteine di T-Rex. Alcune di esse sono risultate compatibili con l’ipotesi che si tratti di sequenze di Dna.

Non siamo ancora in grado di ricostruire l’intera sequenza, eppure quella che un tempo era solo un sogno (o un incubo) di Hollywood sembra ora una ipotesi di studio degna di essere presa in considerazione e che potrebbe sfociare, prima o poi, in un tentativo di riportare in vita un esemplare di T-Rex o di qualche altro dinosauro, oltre 100 milioni di anni dopo che l’ultimo di essi ha cessato di esistere in natura.

Tags: Scienze, Estinzione, Genetica