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A Napoli è sepolto un diavolo, un drago o un vampiro?

Dracula

Un ordine cavalleresco che non prevedeva, tra i requisiti per l’ammissione, il titolo di cavaliere. Un ordine che non ha mai avuto santi patroni, né si è mai dato un quartier generale o ha mai tenuto assemblee periodiche, almeno per quanto riporta la storia. Stiamo parlando dell’Ordinul Dragonului, o Ordo Draconis, l’Ordine del Drago, antico ordine militare cavalleresco del Sacro Romano Impero germanico nato per volere dell’imperatore Sigismondo di Lussemburgo nel 1408 (ma alcuni storici ritengono sia sorto nel 1387, anno in cui Sigismondo divenne re d’Ungheria).

Chiesa di Santa Maria la Nova
Chiesa di Santa Maria la Nova (Napoli)

Ratificato da Papa Eugenio IV nel 1433, diffusosi in pochi anni in gran parte d’Europa, l’ordine del drago scomparve quasi contemporaneamente alla morte di Sigismondo, nel 1437. Un ordine decisamente insolito, visto che tra i confratelli “draghi” vi erano alcuni dei rappresentanti delle più influenti famiglie nobili europee, come Alfonso V d’Aragona, Ernesto I d’Asburgo, Vitoldo, granduca di Lituania, ma anche Giovanni Hunyadi voivoda di Transilvania e Vlad II gospodaro di Valacchia, detto “Dracul” (il diavolo), che non esitarono ad attaccarsi l’un l’altro (Vlad Dracul venne ucciso proprio dal voivoda di Transilvania nel 1447).

Tempi bui, si dirà: sta di fatto che il figlio di Giovanni Hunyadi, Mattia Corvino (divenuto re d’Ungheria prima e di Boemia poi, prima di essere nominato duca d’Austria), dopo aver stretto un’iniziale alleanza col figlio di Vlad Dracul, Vlad III Tepes (l’impalatore), pensò bene di invadere la Valacchia, fare prigioniero Vlad Tepes e imprigionarlo a Buda, si presume dal 1462 al 1474. Liberato Vlad Tepes riconquistò (per la terza volta) la Valacchia, solo per morire, ufficialmente, due mesi dopo, nel gennaio 1477, senza che sia stata tramandato il luogo esatto della presunta morte, né della sepoltura.

Sepolco di Dracula
Sepolcro di Dracula, secondo gli studiosi dell'Università di Tallinn (Estonia)

Nella cultura popolare ed in particolare dopo il successo del romanzo dello scrittore irlandese Bram Stoker, Dracula, scritto nel 1897, Vlad III Tepes ha assunto la sinistra fama di un non-morto e di un succhiasangue. Eppure la sua tomba potrebbe essere davanti ai nostri occhi da secoli, nel chiostro della chiesa di Santa Maria la Nova a Napoli. A sostegno di questa tesi, i rilievi decorativi del sacello rappresentanti un drago affiancato da baldacchini, oltre ad un oscuro epitaffio iscritto in una lingua che resta al momento sconosciuta, presentando dei caratteri tratti dagli alfabeti latino, copto, greco ed etiopico.

lapide di Dracula
Lapide di Dracula, secondo gli studiosi dell'Università di Tallinn (Estonia)

Se Vlad III non è morto in battaglia ed è invece arrivato sino a Napoli (vivo, morto o non-morto che fosse), non vi sono tuttavia al momento documenti storici né testimonianze che possano provarlo. In compenso alcune leggende “alternative” narrano che dopo la battaglia del 1477 la testa di Vlad III sarebbe stata recisa dal corpo (bruciato sul campo di battaglia) e inviata a Costantinopoli (l’attuale Istanbul) insieme alla sua spada al sultano Maometto II che l’avrebbe fatta nascondere per impedirgli di tornare in vita. Se così fosse di chi sarebbe la macabra tomba a Napoli? La storia e le leggende a volte si confondono e forse non per caso ma per precisa volontà dei loro protagonisti.

Tags: Città, Misteri irrisolti, Napoli, Vampiri