Fanwave.it
Fanwave.it

Luna: la teoria dell’astronave aliena

La Luna è da milioni di anni la silenziosa compagna della Terra. Ma nonostante le ripetute missioni spaziali, da quelle della sonda sovietica Luna 1 che a sorvolò nel 1959 fino alle missioni del programma Apollo durante gli anni Sessanta-Settanta, che consentirono tra l’altro di riportare a terra oltre 381 chilogrammi di campioni di minerali lunari, resta tuttora un affascinante mistero.

Luna

Non si sa ancora, ad esempio, quante riserve di acqua congelata esistano nel sottosuolo lunare, in prossimità dei poli, dopo che la missione Clementine nel 1994 e la missione Lcross del 2009 ne hanno confermato la presenza; come non si è riusciti ancora a comprendere pienamente perché la Luna presenti una serie di anomalie gravitazionali, nonostante la missione giapponese Selene del 2007 e la statunitense Grail del 2011.

Così negli anni sono sorte ipotesi certamente affascinanti anche se difficilmente riscontrabili, come quella di Michael Vasin e Alexander Shcherbakov, membri dell’Accademia Sovietica delle Scienze che nel 1970 ipotizzarono che il nostro satellite potesse in realtà essere una sorta di “guscio” contenente al suo interno una sorta di scafo interno.

Una conformazione che sarebbe tutto meno che naturale, se fosse confermata, tanto che Vasin e Shcherbakov ipotizzarono che il nostro satellite potesse essere in passato stato utilizzato come base da una civiltà aliena capace di fondere le rocce lunari e creare grandi cavità all’interno della Luna stessa, con un processo che ricorda molto le tecniche di “terraforming” ipotizzate in “Guida galattica per gli autostoppisti” dall’inglese Douglas Adams.

Semplici teorie fantascientifiche, dunque? In realtà Vasin-Shcherbakov a sostegno della propria teoria citavano una serie di problemi legati alle principali teorie sulla formazione della Luna stessa. La Luna, si pensa, potrebbe essere stata una volta parte della Terra, da questa espulsa da un qualche tipo di forza, ma le ricerche più recenti hanno invalidato tale ipotesi. Oppure potrebbe essersi formata autonomamente dalla stessa nube di polveri e gas che diede origine alla Terra, diventandone il satellite naturale.

Ma perché ci sarebbe allora una così grande differenza tra il peso specifico della Luna (3,33 grammi per centimetro cubo) e quello della Terra (5,5 grammi per centimetro cubo) e perché la composizione delle rocce lunari riportate dalle missioni Apollo appare del tutto differente da quella delle rocce terrestri? Infine la Luna potrebbe essersi formata autonomamente lontano dalla Terra venendo poi grazie ad una complessa interazione tra le forze gravitazionali catturata dal nostro pianete fino ad entrare in un orbita geocentrica perfettamente circolare. Ma davvero si sarebbe trattato di una serie di combinazioni più uniche che rare.

Se invece davvero la Luna fosse stata “lunaformata” da una civiltà aliena accanto alla Terra tutti questi problemi si risolverebbero e si spiegherebbe, indirettamente, perché tanti crateri da impatto sulla sua superficie appaiono poco profondi con un fondo piatto o persino convesso (perché la superficie sarebbe un sottile strato roccioso che copre un guscio fatto di metalli pesanti e refrattari come cromo, titanio e zirconio, guarda caso presenti in abbondanza nei campioni esaminati nel corso del programma Apollo).

Luna

Ignorata dalla scienza “mainstream” la teoria di Vasin-Shcherbakov è tornata a far parlare di sé in questi ultimi giorni, dopo le straordinarie immagini ad alta definizione di Plutone trasmesse a terra dalla sonda americana New Horizons. Una serie di anomalie sulla sua superficie hanno infatti riacceso in alcuni commentatori il dubbio che anche l’ex nono pianeta del sistema solare, dal 2006 declassato a “pianetino transuranico”, possa essere un planetoide cavo. Ancora una volta ipotesi difficili da verificare, che pure obbligano scienziati e tecnici a riprendere discussioni che si credevano da tempo finite su un binario morto.

Tags: Teorie scientifiche, Luna