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Morte sospetta per lo studioso delle polveri dell’11/9

Paul J. Lioy
Paul J. Lioy

Cause naturali o complotto? La domanda sorge spontanea alla notizia della scomparsa dello scienziato ambientale Paul J. Lioy, morto improvvisamente, per cause ancora da determinare come ha confermato la vedova Jean Lioy, all’età di 68 anni mentre si trovava al Newark Liberty International Airport.

11 settembre

Lioy era divenuto famoso negli ultimi anni per aver iniziato, per primo, ad analizzare la polvere delle rovine delle Torri Gemelle distrutte nell’attentato dell’11 settembre 2001 a New York di cui lo stesso Lioy era stato tra i testimoni. Raschiando campioni di superfici dalle auto nelle vicinanze del disastro Lioy condusse test di laboratorio dai quali prese atto della “strana texture e strano colore” della polvere che vi si trovava.

I risultati delle analisi di laboratorio condotte dallo scienziato rivelarono infatti la presenza di molteplici elementi tra cui cromo, alluminio, bario, titanio, mercurio e piombo, ma anche componenti come carburante per jet e particelle di legno, plastica, vetro, amianto e cemento.

Una miscela che potrebbe essere la causa di un malanno, noto come la “tosse del World Trade Center” che ha colpito nei mesi e negli anni seguenti all’attentato alle Torri Gemelle molti poliziotti, vigili del fuoco e operai edili intervenuti per rimuovere le macerie, oltre che gli stessi residenti di Manhattan. Lioy dimostrò che la causa della “tosse del World Trade Center” non era comunque l’amianto, come invece temeva potesse essere il governo americano.

I colpevoli degli effetti nocivi per la salute erano altri: anzitutto la polvere di cemento si dimostrò molto alcalina, con livelli di pH superiore a 10, e dunque fortemente irritante per i rivestimenti dei polmoni, come dichiarò Lioy ha sostenuto. Inoltre alcune “fibre situate nelle vie aeree superiori della persone” contribuivano ad intrappolare le particelle di cemento e aggravando l’irritazione.

11 settembre

Per le sue ricerca lo scienziato ricevette diversi riconoscimenti, tra cui il Wesolowski Award da parte della International Society of Exposure Analysis e la Frank Chambers Award da parte dell’Air and Waste Management Association. Ma accanto ai premi, Lioy poteva aver dato fastidio a qualcuno con le sue ricerche, che oltre che sulle polveri dell’11 settembre hanno riguardato anche casi di fuoriuscita di petrolio, pesticidi domestici e inquinamento da ozono?

Di certo appare strano che lo scienziato, il cui funerale si è svolto lunedì, il giorno dopo il decesso, sia morto “improvvisamente” senza apparenti segnali di malessere e con un referto dell’autopsia che il figlio Jason Lioy ha definito “non completo” e che non ha aiutato a far luce sull’accaduto.

Tags: Top secret, USA, Teorie del complotto