Fanwave.it
Fanwave.it

Collisioni cosmiche: solo simulazioni o rischio concreto?

E’ possibile che un oggetto celeste entri in collisione con la Terra e se così siamo pronti ad evitare una catastrofe in grado di spazzare via la vita dalla faccia del pianeta? Di certo da qualche tempo sia la Nasa sia l’Esa si stanno dando un gran daffare per simulare le conseguenze di una collisione cosmica tra il nostro pianeta e un Neo (Near earth objects, ve ne sono oltre 12 mila di vari tipi e dimensioni). A Frascati, nella sede Esrin dell’Esa, che da anni valuta queste ipotesi attraverso il programma Space Situational Awareness, nell’aprile 2015 si è ad esempio simulato cosa accadrebbe se a colpire la Terra fosse un asteroide del diametro di 400 metri. La data ipotizzata è il 3 settembre 2022, l’area dell’impatto il Sud Est asiatico.

Un simile oggetto non causerebbe una nuova grande estinzione di massa, simile a quelle che con una cadenza di 70-100 milioni di anni sembrano essersi succedute molte volte nella storia del nostro pianeta (il solo Celacanto, un pesce che popola le acque del nostro pianeta da almeno 400 milioni di anni, è stato peraltro in grado di sopravvivere almeno a 5 di questi eventi catastrofici), ma produrrebbe rilevanti alterazioni del clima e dell’ecosistema terrestre.

Asteroid Redirect Vehicle
La navicella Orion con due equipaggi che trasporta l'«Asteroid Redirect Vehicle»

Del resto nel febbraio 2013 la cittadina russa di Chelyabinsk venne sfiorata da un meteorite di “soli” 18-19 metri di diametro e con una massa stimata di 10 mila tonnellate catalogato come KEF-2013: in quell’occasione il Neo attraversò l’atmosfera ad una velocità pari a circa 44 volte quella del suono per fortuna esplodendo tra i 30 e i 50 chilometri d’altezza dal suolo in una scia di frammenti, uno dei più grossi dei quali, del peso di circa 650 chilogrammi, venne ripescato il 16 ottobre di quello stesso anno dalle acque del lago Cebarkul.

Asteroid Redirect Vehicle
Simulazione di come varierà la trazione di gravità dell'asteroide

Pur senza aver causato eventi particolarmente drammatici l’esplosione di questo “piccolo” Neo ha sviluppato un’energia cinetica pari a circa 500 chilotoni , provocando un’onda d'urto che ha distrutto 200.000 metri quadri di finestre i cui frammenti hanno, questi sì, ferito oltre un migliaio di persone. Oggetti come KEF-2013 cadono sulla Terra almeno 2-3 di volte a secolo: i tre precedenti del secolo scorso sono stati quelli di Tunguska, nel 1908, della devastante potenza di 10-15 megatoni, di Rio Curuçá in Brasile, nel 1930, da 5 megatoni, e del Sudafrica, nel 1963, con potenza stimata in 350 chilotoni circa. Per questo se l’Esa conduce simulazioni, la Nasa appronta a sua volta possibili misure di prevenzione.

cattura asteroidi
Asteroid Grand Challenge - L'«Acchiappa asteroidi»

Una di queste, in particolare, è legata alla futura missione Asteroid Grand Challenge che in parallelo alla missione Asteroid Redirect Mission (che prevede a fine 2020 una spedizione robotica presso un Neo, il prelievo di un masso di alcune tonnellate dalla sua superficie e il reindirezzamento dello stesso in un’orbita stabile intorno alla Luna dove potrebbe essere analizzato dagli astronauti) si propone di mappare il residuo 5% di Neo che si suppone non siano ancora stati individuati, studiarne le caratteristiche e potenziale pericolosità e predisporre per tempo adeguate contromisure per evitare una collisione cosmica. Insomma, per essere solo simulazioni e ipotesi sia l’Esa sia la Nasa si stanno dando fin troppo da fare. Non sarà che conoscano qualche cosa che non viene detta all’opinione pubblica mondiale, magari per evitare il panico?

Tags: Scienze, Nasa, Asteroidi, Esa