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Papa Francesco contro gli «pseudoprofeti»

Papa Francesco l’aveva già detto in modo molto chiaro: l’identità cristiana non è vivere di veggenti che parlano con la Madonna ogni giorno e sono in grado di dire oggi “la lettera che la Madonna manderà alle 4 del pomeriggio”, è riconoscere che “L’ultima parola di Dio si chiama Gesù e niente di più”. Quasi una sconfessione in piena regola del business di Medjugorje, ma in attesa della pronuncia della concrezione per la Dottrina della Fede (l’ex Sant’Uffizio) l’opinione pubblica e i credenti erano rimasti divisi tra chi voleva continuare a credere e chi sin dal principio ha nutrito dubbi sul fenomeno che negli ultimi 34 anni ha trasformato un piccolo centro della Bosnia-Erzigovina in uno dei grandi centri mondiali di pellegrinaggio.

Papa Francesco

Ora la sentenza pare prossima, dopo che la Plenaria della Dottrina della Fede, riunitasi il 24 giugno sotto la guida del Cardinale Gerhard Ludwig Müller, chiamata a esprimersi sull’autenticità delle presunte apparizioni della Madonna (“Gospa”) ai sei “ presunti veggenti” anche sulla base della relazione finale della “Commissione Ruini”, a suo tempo voluta da Benedetto XVI, avrebbe stabilito che le “apparizioni” non sono legate ad alcun fenomeno soprannaturale e pertanto va fatto divieto ai fedeli di partecipare alle “estasi” dei sei “presunti veggenti”, mentre a questi ultimi verrebbe proibito divulgare ulteriormente testi di messaggi che essi (soltanto) sostengono aver ricevuto direttamente dalla Madonna.

Veggente

Una truffa bella e buona, dunque! Il Cardinale Müller non parla per vie ufficiali, ma secondo fondi attendibili la parrocchia di Medjugorje, intitolata a San Giacomo, sarebbe destinata a non divenire santuario mariano, come avrebbero voluto i sei “presunti veggenti” mentre ai vescovi verrebbe chiesto di non accogliere più nelle proprie diocesi alcuno di questi sei personaggi per pubbliche adunanze o testimonianze, come avvenuto sino a poco tempo fa, limitandosi al più ad assicurare l’accompagnamento da parte di un sacerdote dei pellegrini che vorranno comunque recarsi a Medjugorje, comunque riconosciuto come luogo di preghiera. Ovviamente, ai pellegrini che si recassero ancora a Medjugorje verrebbe imposto di non riconoscere, con la loro presenza, alcuna autenticità alle presunte apparizioni e di evitare qualsiasi contatto con i “presunti veggenti”, limitandosi solo alla preghiera.

Un commissariamento vero e proprio, quindi, cui manca solo l’ufficialità del decreto papale, che potrebbe arrivare in tempi rapidi ma che rischia, secondo l’ala più conservatrice della comunità cattolica, di provocare un terremoto, forse anche uno “scisma” simile a quello a suo tempo provocato dal vescovo ribelle Marcel Lefebvre sospeso a divinis da Paolo VI nel 1976 per essersi sempre opposto alle riforme decise dal Concilio Vaticano II e alla soppressione della messa tridentina e infine scomunicato da Giovanni Paolo II nel 1988 dopo l’ordinazione di quattro vescovi (a loro volta scomunicati, anche se l’atto fu poi revocato nel 2009 da BenedettoXVI) contro il parere del Vaticano e il conseguente scisma di fatto dalla chiesa cattolica.

Gruppo di fedeli

Ma perché Papa Francesco rischierebbe tanto? Perché nel caso di Mejugorje il motivo del contendere non è solo la disobbedienza, peraltro ripetuta, dei sei “presunti vegenti” al loro vescovo e al Papa, quanto il “business” che negli anni è cresciuto attorno ai sei. Di fatto non si erano mai visti veggenti che lucrassero sulle loro stesse apparizioni, facendo viaggiare i pellegrini con le loro agenzie e sistemandoli nei loro alberghi. La fumata nera è dunque in arrivo, L’ultima parola spetta a Papa Francesco, che nella meditazione mattutina alla cappella Domus Sactae Marthae ha nuovamente tuonato contro gli “pseudoprofeti” che “sembrano pecorelle, pecore buone, ma sono lupi rapaci”.

“Questi parlano, fanno” ha poi aggiunto Papa Francesco, ma manca loro “un altro atteggiamento, che è proprio la base, che è proprio il fondamento del parlare, del fare”: manca “l’ascoltare”. “Tante parole, parlano, fanno prodigi, fanno cose grandi ma non hanno il cuore aperto per ascoltare la parola di Dio, hanno paura del silenzio della parola di Dio”. Pseudocristiani e pseudopastori che “fanno cose buone”, ma “gli manca la roccia dell’amore di Dio, la roccia della parola di Dio. E senza questa roccia non possono profetizzare, non possono costruire: fanno finta, perché alla fine tutto crolla”. Come potrebbe crollare il business di Medjugorje a breve, se Francesco deciderà di passare dagli ammonimenti ai fatti, come pare probabile.

Tags: Top secret, Religioni, Papa, Chiesa Cattolica