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Phobos, Titano e Ceres: tre pianetini ricchi di vita

Non solo la Luna, non solo Marte: tra i potenziali candidati ad aver ospitato (per alcuni poter forse ospitare ancora) forme di vita extraterrestre vi sarebbero anche una serie di satelliti e pianeti nani come in particolare Phobos, Titano e Cerere. Ma davvero la vita può essersi sviluppata anche su altri corpi del sistema solare prima (o durante) che sulla Terra e se sì che fine hanno fatto le tracce di tali forme di vita? E’ possibile che i governi mondiali, e quello statunitense in particolare, preferiscano tenerci all’oscuro dell’esistenza magari persino di altre forme di vita intelligenti là fuori, nel cosmo?

Andiamo con ordine: Phobos, che con Deimos costituisce un satellite di Marte, è stata ripresa dal rover della Nasa, Curiosity, impegnato principalmente in osservazioni e analisi del suolo marziano, ma periodicamente utilizzato anche per alcune esplorazioni astronomiche. Phobos è un satellite nano, essendo meno di un centesimo del diametro della nostra Luna (appena 22,2 chilometri), con un’orbita a sua volta un centinaio di volte più vicina alla superficie di Marte (circa 5.793 chilometri) rispetto a quella della Luna nei confronti della Terra. Dimensioni e distanze talmente piccole da aver fatto pensare negli anni Sessanta del secolo scorso all’astrofisico Iosif Shklovsky, membro dell’Accademia delle Scienze dell’allora Unione Sovietica, che potesse essere un corpo “artificiale”, vuoto al proprio interno, forse una sorta di “arca spaziale” messa nello spazio da un’antica civiltà marziana per sfuggire alla catastrofe che milioni di anni fa pare averne distrutto l’atmosfera compromettendo la possibilità di vita sul pianeta.

Phobos
Phobos, tre frame dove è evidente un'ombra ellittica sulla superfice del satellite.

In effetti la missione Mars Express, passata a inizio 2014 a soli 45 chilometri di distanza dalla superficie di Phobos, ha confermato che il grosso sasso nello spazio ha una densità molto modesta e potrebbe possedere un nucleo di rocce frammentarie separate da vaste cavità. O forse, secondo i teorici del paleo contatto, potrebbe ospitare hangar e rifugi artificiali dove trovarono accoglienza antiche astronavi marziane, poi giunte sulla Terra. Ma né CuriosityMars Express (che aveva sorvolato Phobos già nel 2010) hanno provato a fotografare di nuovo l’area dove nel 1988 la sonda sovietica Phobos II, prima che i contatti si interrompessero, filmò un’ombra di forma ellittica stagliarsi sulla superficie del satellite.

Phobos suscitò l’interesse anche di un ex astronauta Nasa come Buzz Aldrin, il secondo uomo ad aver toccato il suolo lunare nella missione Apollo 11, secondo cui sarebbe valsa la pena di investigare meglio una “curiosa” protuberanza fotografata sulla piatta superficie avallata di crateri, simile a un blocco squadrato non troppo differente dal monolite immaginato sulla superficie Lunare da Arthur Clarke nel romanzo di fantascienza “2001, Odissea nello Spazio”. Come in altri casi, tuttavia, la Nasa non è sembrata affatto interessata ad approfondire l’argomento: solo scetticismo e difficoltà tecniche o l’ente spaziale americano, come sospettano alcuni, sta tenendo nascoste alcune delle informazioni trasmesse dalle sue sonde?

Titano
Titano, illustrazione dell'atterraggio della sonda Huygens.

Curiosamente la Nasa sembra molto più interessata a Titano, la maggiore tra le lune di Saturno, un mondo ricoperto da metano che si mantiene liquido ad una temperatura media di -182 gradi Celsius, tanto da aver già iniziato a sperimentare un nuovo lander, il Planetary Lake Lander, in grado di fluttuare all’interno di un ambiente liquido riconoscendo eventuali variazioni dello stesso (ad esempio l’avvicinarsi di una costa) così da far partire rilevazioni e riprese fotografiche. Quando sarà pronta la versione destinata a Titano del nuovo lander, tra 10-15 anni probabilmente, si potranno avere ulteriori e più ricche informazioni di quelle, preziose, già trasmesse nel gennaio 2005 dalla sonda Huygens, che atterrata su una zona ricoperta di fango di idrocarburi riuscì a inviare dati per oltre 90 minuti prima che il suo segnale si interrompesse per sempre.

Cerere
Luci bianche su Cerere

Con un entusiasmo simile a quello di molti ricercatori che in seguito abbandonarono la Nasa senza aver mai potuto dimostrare di essere riusciti coi loro esperimenti a confermare la presenza di vita extraterrestre anche solo a livello microbico, l’ingegnere capo del progetto del Planetary Lake Lander, Trey Smith, ha già fatto notare che, date la particolare atmosfera e la presenza di laghi di idrocarburi su Titano, è probabile che “ci sia della chimica organica interessante da quelle parti” e non ha escluso la presenza di forme di vita aliena. Si vedrà: per ora però gli ultimi segnali di quella che potrebbe essere un’attività in grado di indicare una forma di vita giungono da Cerere, l’asteroide di maggiori dimensioni presente nella fascia principale del sistema solare. Raggiunto dalla sonda Dawn lo scorso 6 marzo, Cerere ha subito attratto l’interesse dell’opinione pubblica per via di alcune foto che ritraggono una regione ricca di macchie bianche all’interno di un cratere del diametro di circa 90 km.

Cerere
Ingrandimento luci su Cerere

Le macchie bianche, già avvistate durante il primo sorvolo, nel secondo passaggio a una minore distanza dalla superficie appaiono essere numerosi piccoli puntini di dimensioni differenti, alcuni raggruppati al centro. Detto che da parte degli scienziati non è ancora giunta una spiegazione ufficiale a ciò che essere potrebbero rappresentare, è possibile che esse rappresentino testimonianze di veicoli o istallazioni aliene presenti sulla superficie dell’asteroide? In un passato più o meno distante nel tempo qualcuno può aver usato Cerere come campo minerario o stazione di rifornimento, magari nell’ambito di viaggi interplanetari? E questo qualcuno, nel caso, è lo stesso che sembrerebbe aver lasciato così tante tracce del suo passaggio sulla Luna e su Marte? Impossibile per ora dare una risposta univoca, almeno fintanto che la Nasa e il governo americano continueranno a negare ogni evidenza.

Tags: Top secret, Vita extraterrestre, Alieni, Nasa