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Papa Francesco commissarierà anche Medjugorje?

La missione di Papa Francesco sembra essere quella di ripulire da cima a fondo la Chiesa Cattolica, santa in quanto “corpo di Cristo”, peccatrice a causa dei suoi membri, peccatori che cercano di raggiungere la santità. Una strada, quella della ricerca della santità, da cui più d’uno ha nei secoli deviato in modo anche clamoroso se Francesco deve tornare a fustigare in pubblico coloro “che sempre hanno bisogno di novità dell’identità cristiana e hanno dimenticato che sono stati scelti” e ironicamente si chiede: “Dove sono i veggenti che ci dicono oggi la lettera che la Madonna manderà alle 4 del pomeriggio? Questa non è identità cristiana, l’ultima parola di Dio si chiama Gesù e niente di più”.

Papa Francesco Sarjevo
Papa Francesco durante la sua visita a Sarjevo

Il riferimento, dopo che già di ritorno dalla visita a Sarjevo il Papa aveva preannunciato l’intenzione di fare conoscere l’orientamento ufficiale della Chiesa sulle apparizioni di Medjugorje (se ne sta occupando la Congregazione per la dottrina della fede) sembra ancora una volta essere al santuario mariano bosniaco attorno al quale da tempo si è sviluppata una ricca speculazione. Immediata anche la presa di distanza dell’arcidiocesi di Modena che ha annullato un incontro pubblico, a Sestola (Modena), con una delle veggenti di Medjugorje, Vicka Ivanovic, richiamando la dichiarazione di Zara del 10 aprile 1991 redatta dagli allora vescovi dell’ex Jugoslavia secondo cui “sulla base delle ricerche finora compiute, non è possibile affermare che si tratti di apparizioni o di rivelazioni di natura soprannaturale”.

Marija Pavlovic Lunetti
Marija Pavlovic Lunetti

Perché questa improvvisa “frenata”? Forse per via dei troppi business che vedono al centro, o nelle immediate vicinanze dello stesso, alcuni dei veggenti come Marija Pavlovic Lunetti, più volte intervenuta in eventi organizzati dalla Caritas in Birmingham, organizzazione considerata “scismatica” e non approvata da altri veggenti e sacerdoti del centro bosniaco, tanto che il sito ufficiale di Medjugorje sul quale peraltro continuano ad apparire nuovi “messaggi mariani” a ritmo quasi quotidiano avverte che la Caritas in Birningham è un “culto non approvato”. Che sui fenomeni di Medjugorje in molti stiano provando a speculare, fuori e dentro la Chiesa, sono in molti a sospettarlo, anche perché delle decine di libri scritti sulle apparizioni mariane presso la località bosniaca pochi tengono conto delle prime interviste registrate da P. Cuvalo e P. Zovko nei giorni immediatamente successivi alle apparizioni, iniziate il 24 giugno 1981.

Tra i pochi a tenerne conto il libro di Donal Foley (Medjugorje Revisited: 30 years of Visions or Religious Fraud?) fa emergere alcune differenze cruciali tra le prime trascrizioni e quelle successive, facendo emergere seri dubbi su ciò che sta realmente accadendo in questo centro di pellegrinaggio. Rispetto alle apparizioni mariane “approvate” come quelle di Lourdes e di Fatima, le presunte apparizioni di Medjugorje presentano numerosi aspetti anomali: “Nelle apparenze iniziali, la Madonna appare da una nuvola di luce che assume via via l’immagine di una giovane donna nella sua tarda adolescenza. Ha occhi azzurri e indossa un abito grigio. Sembra avere in braccio qualcosa simile a un bambino, ma nessuna delle caratteristiche del bambino può essere notata. Le sue mani tremano, lei ride, i veggenti sono in grado di toccare e baciarla, ma i suoi paramenti sono come di acciaio al tatto”.

Medjugorje
Medjugorje

Anche se Medjugorje sostiene di essere la continuazione di Fatima e “l’ultima apparizione di Gesù o di Maria sulla terra” non vi è stranamente alcuna esortazione alla devozione ai Primi Cinque Sabati, che pure la Madonna di Fatima aveva chiesto in riparazione dei cinque tipi di offese e bestemmie contro il Cuore Immacolato di Maria. Ancora più importante, a differenza di quanto accaduto nelle apparizioni approvate, i veggenti di Medjugorje sono stati costantemente disobbedienti ai vescovi locali. Il 19 dicembre 1981, Vicka nel suo taccuino scrive che il loro vescovo, Pavao Zanic, era “il partito più colpevole” nel conflitto scoppiato con i francescani, e che la Madonna (“Gospa”) avrebbe difeso i francescani minori della provincia di Mostar che stavano disobbedire ordine del vescovo di condividere la loro parrocchia col clero secolare; il 21 giugno 1983, in una lettera il veggente Ivan scrisse che la Gospa avrebbe chiesto “la conversione immediata” del vescovo che avrebbe dovuto smettere di enfatizzare il “lato negativo” della vicenda, altrimenti lei e suo figlio lo avrebbero punito; infine il 3 febbraio 1985 la Gospa avrebbe detto ai tre veggenti che Fra Barbaric, la cui rimozione era stata richiesta dal vescovo, sarebbe dovuto rimanere.


Nel 1996, ormai settantottenne, alla domanda se sia ancora "così fermamente convinto" riguardo alla falsità di Medjugorje, Žanić risponde: «Sempre più convinto e sicuro.»

Curioso quanto meno il fatto che queste “esortazioni” mariane alla disobbedienza al vescovo Zanic, originariamente apparso favorevole alle apparizioni, siano emerse sempre attorno a temi che riguardavano in qualche modo i francescani minori, guarda caso lo stesso ordine che sta attraversando da qualche tempo più di un problema economico fino a sfiorare una vera e propria bancarotta, vicenda nella quale sono rimasti coinvolti anche alcuni dei Francescani dell’Immacolata, ordine promosso dagli ex frati minori conventuali Stefano Maria Manelli e Gabriele Maria Pellettieri nel 1970 e riconosciuto di diritto pontificio da Papa Giovanni Paolo II nel 199, che nel luglio 2013 venne commissariato dalla Congregazione degli Istituti di Vita consacrata (sorte che potrebbe toccare anche alle Suore Francescane dell’Immacolata, già sotto “ispezione apostolica”).


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