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Cannabis libera per uso terapeutico, anche in Italia!

Coltivare cannabis in Italia è illegale almeno quanto venderla, ossia "spacciarla": lo ha scoperto ancora di recente un venticinquenne romano condannato, come ha riferito Patrizio Gonnella, presidente dell'associazione Antigone, a un anno di prigione per avere coltivato quattro piante di cannabis in terrazzo, da utilizzare per alleviare i dolori della madre, soggetta a frequenti crisi epilettiche, nonostante il medico curante della madre avesse regolarmente prescritto l'utilizzo terapeutico di derivati cannabinoidi che però il giovane non era riuscito a procurarsi per vie legali.

Carabinieri Cannabis

E tuttavia dal 16 marzo scorso un gruppo di 60 senatori del Pd (sia della maggioranza sia della minoranza interna), del Movimento 5 Stelle e del Gruppo Misto, è al lavoro per tentare di produrre un disegno di legge di iniziativa parlamentare che per ora non gode del supporto del governo, benché a promuovere l'iniziativa si stato il senatore e sottosegretario agli Affari Esteri Benedetto Della Vedova (Scelta Civica). Se il disegno di legge vedrà o meno la luce è ancora presto per dirlo, così come è azzardato cercare di stimare la tempistica dell'eventuale via libera da parte del Parlamento, finora mai giunto anche a causa degli effetti ancora controversi della Cannabis, anche se persino da scienziati di fama mondiale come Silvio Garattini, direttore dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano, sono giunte di recenti caute aperture all'utilizzo terapeutico della Cannabis e dei suoi derivati.

Nel frattempo dopo oltre 70 anni di proibizionismo più totale la Cannabis sta vedendo un numero crescente di stati che ne hanno liberalizzato in tutto o in parte la coltivazione e la vendita, mentre riprendono gli studi scientifici per capirne meglio le proprietà e per quanto la Cannabis sia tuttora classificata negli Usa come una droga di tabella I, Vivek Murthy, Chirurgo Generale degli Stati Uniti d'America (ossia capo esecutivo del servizio sanitario pubblico statunitense) ha recentemente espresso interesse per ciò che la scienza riuscirà a conoscere della Cannabis, ammettendo che i dati preliminari mostrano che "per alcune condizioni mediche e sintomi" la Cannabis può essere "utile".

cannabis

Attualmente in 23 degli Stati Uniti oltre che nel Distretto di Columbia l'utilizzo terapeutico della Cannabis è legale e la maggioranza dell'opinione pubblica sembra favorevole a una sua legalizzazione anche per utilizzo personale. L'Uraguay ha da poco votato per la legalizzazione, il Portogallo l'ha de-criminalizzata, Israele, l'Olanda e il Canada ne consentono l'utilizzo in alcune terapie sanitarie. Legalizzare il commercio della Cannabis vorrebbe dire anche trovare nuove entrate fiscali e per questo l'idea potrebbe solleticare persino la altrimenti "conservatrice" Italia. Ma resta da capire fino in fondo gli effetti della Cannabis sul sangue e sul corpo dei fumatori abituali (anche se non si è mai registrato un caso di morte per overdose di Cannabis).

Rimasta in un angolo buio a causa del proibizionismo imperante, la Cannabis ha rivelato solo una piccola parte dei suoi segreti per quanto concerne le proprietà chimiche, botaniche, biochimiche (da anni, ad esempio, si prova a capire se oltre che come palliativo la Cannabis possa avere un utilizzo terapeutico nella cura dei tumori) o antidolorifiche. Si stanno inoltre avviando mappature genetiche di una pianta che in realtà è presente sulla Terra da milioni di anni allo stato selvatico e che è stata una delle prime coltivazioni umane ma di cui ancora si conosce così poco. Chissà che anche in Italia non stia giungendo l'ora di avviare indagini serie sulla Cannabis, le sue proprietà e le sue caratteristiche.

Tags: Salute, Scienze, News, Italia, Droghe, Cannabis