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Allarme allergie, enormi gli interessi in gioco

Con la primavera oltre alle belle giornate tornano puntuali ogni anno le ondate di allergie per una parte crescente della popolazione. Occhi gonfi, asma, starnuti, congestioni, senso di spossatezza: per combattere questi sintomi si può fare ricorso ad antistaminici, seguendo anche piccoli ma efficaci "rimedi della nonna" come lavare di frequente mani, viso e capelli, evitare di stare troppo a contatto gli animali domestici e farne spazzolare di frequente il pelo, se possibile evitare di stendere il bucato all'esterno, specie federe e lenzuola, nelle giornate più secche e ventose restare in casa o utilizzare una mascherina di carta per coprire naso e bocca, utilizzare ove possibile filtri dell'aria.

Allergie agli animali domestici
Allergie agli animali domestici (e a quasi tutti i prodotti per proteggerli da pulci, zecche, zanzare e pappataci).

Ma nei prossimi anni questi rimedi potrebbero non bastare più, dato che le previsioni dei centri che studiano la diffusione dei pollini sono concordi nel prevedere un incremento esponenziale della diffusione degli infestanti (ma anche di piante come betulle, cipressi o persino olivi, i cui pollini sono tutti altamente allergici) responsabili della diffusione di pollini allergenici. Un allarme è stato di recente lanciato sulla prestigiosa rivista "Nature" riguardo, ad esempio, all'ambrosia, una "erbaccia" originaria del Nord America diffusasi negli ultimi decenni anche in Asia ed Europa, colonizzando in particolare terreni agricoli e bordi di strade extraurbane.

Ambrosia artemisiifolia
Ambrosia artemisiifolia

Secondo i modelli previsivi l'ambrosia, finora presente in particolare in Ungheria, Austria, Slovenia, Croazia, nella Pianura Padana in Italia e nelle regioni sudorientali della Francia, è destinata a invadere entro il 2050 tutta l'Europa vedendo i livelli di concentrazione dei suoi pollini (tra i più allergenici in assoluto) nell'aria aumentare di 4 volte. Previsioni di aumento del tasso di concentrazione dei pollini sono già state elaborate anche per molte graminacee e altri infestanti, ma perché queste piante continuano ad espandere la propria presenza nonostante diserbanti e fitofarmaci utilizzati in dosi sempre più massicce nelle coltivazioni agricole?

In parte proprio per una "selezione naturale" accelerata che i prodotti diserbanti comportano, favorendo lo sviluppo delle varietà di infestanti più resistenti, in parte a causa dei cambiamenti climatici ed in particolare del graduale ma costante aumento della temperatura media del pianeta che favorisce la comparsa di tali piante in aree un tempo troppo fredde. C'è poi chi accanto alle spiegazioni ufficiali ha avanzato un sospetto ben peggiore: che ancora una volta alla base della sempre maggiore diffusione di pollini allergenici ci siano motivazioni economiche. A guadagnare con le epidemie di allergia sono sempre più le grandi case farmaceutiche mondiali, è dunque possibile che abbiano trovato il modo di favorire il consumo di farmaci anti allergici?

Secondo alcuni l'ipotesi è tutt'altro che fantascientifica e si legherebbe ad interessi di tipo geopolitico. Con cieli sempre più "ricchi" di scie chimiche, terre sempre più "avvelenate" di pesticidi e altri prodotti chimici, tasse sulle emissioni di anidride carbonica giustificate con la necessità di ridurre l'effetto serra (tasse che solo le nazioni più ricche sono in grado di pagare, potendo così inquinare a loro piacimento) alcune nazioni stanno effettivamente alterando in modo sempre più massiccio il clima e l'ambiente, scaricando i costi di tali attività sulla popolazione mondiale.

Vaccinazioni
Vogliamo davvero vaccinare i nostri figli anche per l'aria che respirano? Quale sarà la prossima vaccinazione necessaria?

Da parte loro le aziende farmaceutiche certo non piangono: rifiutando di sviluppare terapie basate su rimedi naturali, non brevettabili e dunque poco redditizi, le grandi case farmaceutiche mondiali vedono in quello dei vaccini di ogni tipo, anche quelli contro le allergie, un business sicuro e profittevole, perché dunque non dovrebbero non approfittarne? Che poi tutto questo serva veramente a tutelare la salute umana o piuttosto non finisca col metterla a rischio è un dettaglio di poco conto per gli adoratori del dio denaro. E così le allergie ai pollini rischiano di continuare a crescere senza che nessun politico dica nulla, nessuno stato metta al bando fitofarmaci e lavorazioni che alterano pesantemente l'ambiente, nessun ricercatore studi seriamente il fenomeno delle scie chimiche. E' questo il mondo che vogliamo per noi e i nostri figli?

Tags: Salute, Scienze, Medicina, Natura, Multinazionali